GIU LE MANI DALLE AZIENDE SARDE
Il 20 luglio 2007 l’esecutivo di Altragricoltura Foro Contadino e il coordinamento del Soccorso Contadino, al termine delle iniziative per il deposito in Cassazione delle due leggi contadine di iniziativa popolare, hanno discusso e valutato la situazione della crisi delle aziende agricole italiane ed, in particolare, di quelle Sarde.
Nelle settimane precedenti, il Soccorso Contadino aveva già tenuto una serie di incontri sulla situazione sarda sia in Sardegna che a Roma e Milano in cui era stata analizzata la situazione e che erano serviti a creare le condizioni per assumere l’iniziativa. Gli avvocati e i tecnici del Soccorso Contadino si sono incontrati con le delegazioni sarde e una serie di livelli
istituzionali sono stati interessati e sollecitati ad affrontare con decisione la gravissima condizione.
Al termine dell’incontro L’esecutivo nazionale di Altragricoltura Foro Contadino, il Coordinamento del Soccorso Contadino e la delegazione di aziende Sarde promotrici il COMITATO SARDO DI LOTTA DEGLI ESECUTATI hanno rilasciato la seguente dichiarazione congiunta:
“Giù le mani dalle aziende sarde e da tutte quelle che in tutto il Paese corrono il rischio di chiudere per effetto di una ristrutturazione del mercato agricolo che tende a trasformare l’Italia in una piattaforma commerciale gestita dalle multinazionali senza il lavoro dei nostri agricoltori. Giù le mani dal lavoro e dalla terra, dai patrimoni di intere famiglie che hanno
accumulato in secoli di storia, saperi, conoscenze, capacità tecniche, economiche e commerciali.
In Sardegna oltre 5000 aziende agricole sono, ormai, alla vendita all’asta. E’ solo la punta di un fenomeno vastissimo che parla del fallimento delle scelte di modello e di politica agricola degli scorsi decenni e dell’incapacità della politica di difendere, oggi, il diritto al cibo dei cittadini e quello al lavoro di un intero patrimonio di aziende contadine.
La situazione sarda è intollerabile per tutti i cittadini italiani. Dopo decenni di errori, dopo che irresponsabilmente le istituzioni e il sistema di gestione del potere hanno indotto le aziende sarde ad investimenti che non servivano a loro ma ad arricchire speculatori, venditori di ogni mezzo e macchinario, intermediari finanziari e sistema bancario, apparato burocratico di enti
e organizzazioni, oggi i contadini sono lasciati soli di fronte alla crisi voluta soprattutto dalle scelte di Politica Agricola Europea. Un intero sistema di potere regionale ha fatto negli scorsi decenni della clientela nelle campagne e dell’accesso al credito ragioni di consenso politico. La situazione grottesca di una legge regionale sarda (la 44/88 con le successive modifiche) la dice lunga
su quale è stata la capacità delle istituzioni di dare risposte ai bisogni di agricoltori, allevatori e consumatori. Spiega soprattutto chi ha guadagnato da quelle leggi che, in apparenza, dovevano servire a sostenere gli agricoltori ma che, in realtà, ha fatto, soprattutto, l’interesse del sistema bancario (inducendo i debiti e gonfiando le esposizioni), di chi ha fornito servizi e mezzi e di
chi ha incassato facili consensi elettorali.
Oggi che la CE dichiara i dispositivi di quelle leggi “illegali”……il re è nudo.
Sono chiari i gravi errori e le responsabilità regionali del passato, è grave che le banche, oggi, nel mentre chiedono ai contadini (fino ad arrivare alla vendita all’asta) il recupero di somme per una legge dichiarata illegale si guardano bene da restituire tutti gli interessi pubblici che hanno incassato negli anni scorsi per la stessa legge che oggi è illegale.
Alla prima occhiata un osservatore potrebbe ricavarne un senso di ridicolo ma, per noi, c’è ben altro:
ci sono profili di illegalità che nascono da interessi colpevoli e che vanno perseguiti e, soprattutto è sempre più chiaro il gioco a “scaricabarile” sul più debole.
E’ arrivato il tempo che la questione delle vendite all’asta delle aziende sarde diventi un caso nazionale e che esca dai confini in cui è nato perché tutti i cittadini italiani (e non solo) devono sapere la verità su come vengono usati i loro soldi e sulla farsa dei debiti delle aziende agricole.
Il Soccorso Contadino e Altragricoltura FC, appoggiano le rivendicazioni del COMITATO DI LOTTA DEGLI ESECUTATI nato in queste settimane e, insieme, chiedono:
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che venga resa pubblica la verità sulla falsità dell’indebitamento dell’azienda agricola e che si accertino le responsabilità di quella che noi consideriamo una manipolazione con forti profili di illegittimità, di irresponsabilità, di incompetenza e di superficialità. Si accerti quanto è il vero debito delle aziende, come sia possibile che gli interessi siano lievitati in maniera
così abnorme, di chi sia la responsabilità di una legge regionale che ha indotto l’indebitamento e che ora è dichiarata illegale. Chi deve risponderne?
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Che il governo apra con l’UE un tavolo urgente per ricontrattare le misure per affrontare la grave crisi finanziaria delle aziende agricole anche con misure in deroga alle normative comunitarie (come è già avvenuto in questi mesi in Grecia). Governo e Regione aprano con il sistema bancario un “vero” tavolo di confronto per trovare soluzioni in cui
“ognuno faccia la sua parte” e non siano solo le aziende contadine e i contribuenti con l’uso del denaro pubblico a rimetterci
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Che, fino a quando, la natura del debito delle aziende sia accertata nelle sedi competetenti (Commissione parlamentare di inchiesta? Antitrust? Corte dei Conti?) e il Governo (con la Regione) avvii il confronto per trovare le soluzioni con l’UE e il sistema bancario, si adotti un provvedimento di SOSPENSIONE DI TUTTI GLI ATTI ESECUTIVI NEI CONFRONTI DELLE AZIENDE.
Il Soccorso Contadino impegna la propria rete a sostegno di questa piattaforma sarda ed, in particolare:
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Viene attivato un numero verde per gli esecutati e le aziende agricole e pastorali sarde in crisi cui ci si può rivolgere per coordinarsi, aderire al comitato, ottenere assistenza legale
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Il Comitato di lotta sardo ha in corso in questi giorni la raccolta di dossier e informazioni con l’obiettivo di comporre un “libro bianco sulle falsità e l’illegittimità dell’indebitamento sardo”. Il Soccorso Contadino promuove entro settembre un incontro a Roma presso il Senato della Repubblica per presentarlo, per divulgare la verità e chiedere che si attuino gli strumenti
di indagine adeguati ad accertarla
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Il Soccorso Contadino sta dando vita ad un gruppo tecnico di appoggio formato, oltre che da componenti di Altragricoltura impegnati nelle vertenze territoriali in Sicilia e nelle altre aree di crisi, da rappresentanti di organizzazioni di consumatori, di associazioni che intervengono sulla finanza, sul sistema bancario, sul racket e l’usura, da avvocati
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Il Soccorso Contadino ha dato mandato ai propri legali per assistere alcune delle vertenze più simboliche e significative, preparare azioni collettive di difesa e tutela degli interessi dell’intero sistema agricolo sardo, chiamare alle responsabilità quanti dovessero averne avute siano essi rappresentanti delle istituzioni, politici, funzionari o altro e, soprattutto,
valutare le responsabilità del sistema bancario nella gestione delle convenzioni regionali
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Altragricoltura FC promuove un incontro nazionale dei comitati di agricoltori organizzati nelle diverse aree di crisi per costituire il coordinamento nazionale dei comitati di crisi e portare al governo la piattaforma complessiva
Il 20 di luglio abbiamo depositato a Roma presso la Cassazione due testi di legge di iniziativa popolare per indicare alle istituzioni, alla politica ed alla società la strada da imboccare per rilanciare la funzione dell’azienda agricola garantendo chi lavora e chi consuma il cibo. I contadini italiani che si riconoscono nella proposta della Sovranità Alimentare sono ormai un
movimento maturo capace di assumersi le sue responsabilità. Due contadini sardi in rappresentanza del Comitato di lotta erano con noi, segno che anche in Sardegna gli agricoltori sono stanchi di andare con il cappello in mano a elemosinare e che avanza dal basso l’alleanza fra agricoltori e cittadini per un cambiamento vero.
Da Settembre saremo in campo per sei mesi per raccogliere centinaia di migliaia di firme in tutt’Italia sulle due leggi contadine che abbiamo presentato e lo faremo allargando e rafforzando le mobilitazioni e le vertenze.
La vicenda dell’azienda sarda sarà al centro del nostro sforzo, perché parla di un dramma più generale di tutta l’agricoltura italiana che la società e le istituzioni dovranno assumere se non vogliono che le nostre campagne siano svuotate dal lavoro e il cibo di cui si nutrono i nostri cittadini sia prodotto ovunque tranne che in Italia.
Alla istituzioni chiediamo il coraggio delle scelte ed alla Regione Sardegna la consapevolezza che bisogna cambiare passo.
Se le maggioranze precedenti hanno compiuto questo disastro sotto i nostri occhi, come è possibile che ancora oggi le risorse messe a disposizione dell’UE per i nostri agricoltori tornino indietro inutilizzate come è appena accaduto a proposito del disimpegno della UE sulle risorse della misura 4.9. del P.O.R..? Sono errori di procedura o errori politici?
Non può e non dovrà più accadere che tutto passi in silenzio: per questo il Soccorso Contadino ha accolto la richiesta del Comitato sardo di lotta degli esecutati di attivarsi e chiede all’Assessore Regionale all’Agricoltura della Sardegna, Francesco Foddis, di avere (ai sensi della legge 241/90) accesso a tutta la documentazione ed agli atti relativi al mancato utilizzo dei fondi
comunitari previsti dalla misura 4.9. del POR al fine di valutare le azioni più adeguate per tutelare le aziende che hanno tratto dal mancato accesso a quelle risorse un danno considerevole. Se responsabilità ci sono, si cominci a rispondere.
I contadini sono stanchi di sopportare.
UNITI NEL COMITATO DI LOTTA DEGLI ESECUTATI
RILANCIAMO LA LOTTA, DIFENDIAMO LE AZIENDE E
LA DIGNITà DI CHI LAVORA LA TERRA