Giù le mani da Agri3
La Rai è o dovrebbe essere un servizio pubblico, dare informazione ed anche formazione, l’ ha fatto in passato quando c’erano milioni di analfabeti nel nostro Paese, offrire programmi con un alto valore culturale invece di fare concorrenza alle Tv private sui reality e dintorni.
Lo scadimento del dibattito politico- culturale è certo legato alla mancanza di informazione libera e democratica e viceversa, un corto circuito che sta facendo sprofondare questo Paese, tra le poche voci libere ed intelligenti c’è Agri3 , rubrica sull’ agricoltura del Tg3, i cui giornalisti abbiamo avuto modo di conoscere nel corso di più di una delle nostre lotte, e di cui non potremmo mai dimenticare la professionalità con cui si sono impegnati a raccontare quello che stavano osservando.
Agri3, con la presenza costante sul territorio dei suoi giornalisti, dà voce agli agricoltori e ai rappresentanti delle associazioni di categoria, ma non tralascia il punto di vista dei consumatori, è l’ unico programma che con efficacia ha denunciato la grande forbice tra quello che viene pagato ai contadini per il frutto del loro lavoro e il prezzo finale della frutta o della verdura, con inchiesta non banali e senza urla o demagogia.
L’ immagine consueta dei altri 2-3 programmi che si occupano di agricoltura, trasmessi dalla Rai e da Mediaset è quello di un paesaggio arcadico, di un mondo rurale incontaminato, un messaggio folk, in cui ogni tanto fa bene inserire il gruppo in costume che canta qualche stornello o una pizzica a fianco della classica tavolata.
Un mondo di cartapesta che non descrive la realtà delle campagne italiane,cosa che invece ha fatto con efficacia Agri3.
Il programma ideato e diretto da Franco Poggianti è in crescita in termini di indici di ascolto evidentemente parlare di prezzi di grano e pane, delle malattie delle piante e degli studi per prevenirle; delle api e quale sia la causa dell’ecatombe di sciami di api in tutta Italia, dell’ indebitamento delle aziende agricole e delle difficoltà di rapporto con le banche è un lavoro che, benché sia più duro che leggere semplici veline ministeriali e commentare convegni di organizzazione di categoria, alla fine ha consentito di raggiungere dei risultati.
Nonostante la crescita degli ascolti la Rai ha deciso però di chiudere Agri3, decisione che ci sembra illogica che pretendiamo ci venga spiegata, gli agricoltori ed i consumatori che pagano il canone ne hanno tutto il diritto, nell’ attesa di una spiegazione che crediamo non arriverà noi manifestiamo tutto la nostra contrarietà lanciando un appello alla mobilitazione ai singoli ed alle associazioni che hanno apprezzato la professionalità e l’ onesta di Agri3.

lASCIATE CHE LA CRISI DELLE AZIENDE AGRICOLE VENGA ANCORA RACCONTATA.. PAGHIAMO IL CANONE RAI… MA LA RAI NON FA VERA E SANA INFORMAZIONE.
Con grande sorpresa oggi ho sentito che si vuol procedere alla chiusura della trasm. AGRI 3. Secondo il mio giudizio una delle più belle trasmissioni di Rai 3 insieme a GEO & GEO e poche altre.
Protesto vivamente se ciò dovesse succedere,migrerò la mi attenzione su di altri canali.
Simonutti Rolando